31 Marzo 2012 • Nessun commento
20 Gennaio 2012 • Nessun commento
Giovanni Bachelet da
E adesso il PD Lazio
per Giovanni Bachelet segretario
http://www.eadessoilpdlazio.it/?p=857
“… pur sapendo che questa scelta mi costerà qualche consenso, e pur pensando che il tema del diritto di famiglia sia complesso e vada rivisto simultaneamente su diversi fronti, lo scorso ottobre ho deciso di aderire a un appello per una rete Lgbt nel Pd e a favore del matrimonio omosessuale, promosso da Ivan Scalfarotto sulla scia di infelici dichiarazioni di Massimo D’Alema. Trovi in proposito una mia lunga intervista alle pagine 5, 6 e 7 di Adista (un’agenzia di stampa cattolica) dello scorso 15 ottobre, prima che fossi candidato alla segreteria del Pd Lazio .
… molto prima, nell’estate 2010, ho dato il mio contributo al libro “Evviva la neve” di Delia Vaccarello (qui il video di una delle sue presentazioni ), che mi aveva invitato a rispondere alle sue domande e condividere con lei nel corso della stesura impressioni e sentimenti sulla transessualità, tema sul quale prima ero del tutto impreparato e che grazie a Delia ho appreso nei suoi diversi aspetti psicologici, relazionali, medici e legislativi…”
18 Gennaio 2012 • Nessun commento

La Repubblica, 2012.01.17
di Vera Schiavazzi
….Persone come Fabianna….., o Valentina, Marco sui documenti (lavora come camallo al porto di Genova) sono i testimoni di un cambiamento che potrebbe preludere a un´esplosione del fenomeno: lo dice la moda, con colori, tessuti e tagli sempre più indistinti, lo dice il mondo dei cosmetici, con prodotti e make up progettati senza distinzione, lo dice l´esitazione di moltissimi ragazzi che non vogliono aderire a stereotipi maschili o femminili nei quali non si riconoscono più. Evviva la neve (Mondadori, 2011), il libro di Delia Vaccarello (giornalista e blogger, lavora per il Comune di Venezia come consulente anti-discriminazioni) raccoglie alcune storie drammatiche di cambiamento, compresa quella che l´ha fatta entrare in sala operatoria a Trieste, ed è stato un grande successo anche al di fuori del mondo trans.
4 Settembre 2011 • Nessun commento
da Repubbblica.it
Viaggio nel mondo transgender
Un progetto torinese per Raitre
Un documentario tv in onda stanotte esplora un universo alla ricerca a volte impossibile di normalità. Ma all’iniziativa si collegano un ciclo radiofonico, un videoblog, una miniserie web interattiva e uno sportello telematico “amico”
di CLARA CAROLI

Una persona sola. Cammina, è notte. Sembra una strada di periferia, non ben illuminata. Passa un gruppo di ragazzi. La vedono, si fermano. Le si avventano addosso, la insultano. “Ricchione, finocchio, frocio bastardo!”, urlano – il solito repertorio – mentre la prendono a botte. Lasciandola infine a terra, in lacrime. La storia comincia così, con una violenza. Come un giallo comincia dal delitto. La serie si intitola “Transiti” e ha a che fare con i passaggi di genere ma anche con la transmedialità. Un documentario tv (in onda questa sera alle 23.45 su Doc3, Rai3), un ciclo radiofonico, un videoblog, una miniserie web interattiva e uno sportello telematico “amico” per avvicinarsi con tocco delicato al tema per molti ancora tabù delle identità sessuali irrisolte. Un viaggio nel mondo di trans e transgender, della loro condizione esistenziale, della faticosa e a volte impossibile ricerca di normalità. Il progetto è di Davide Tosco, che lo ha realizzato con Ladis Zanini. Produzione Fargo Film 2+1 e DocAbout con Oltre lo Specchio/Gruppo Abele, Rai3, Radio3, RaiNet e il Piemonte Doc Film Fund.
Un progetto, il primo, di “sensibilizzazione transmediale” della Rai sul tema e sul mondo dei transessuali. Senza dubbio un segno dei tempi. A raccontare le loro vicende tre protagonisti, Alessandra, Angelo e Kathrina, con percorsi FtM o MtF, da-femmina-a-maschio o da-maschio-a-femmina. Cambiamenti del corpo che sono anche odissee per l’anima. “Si raccontano in prima persona, senza filtri, commenti o giudizi esterni fuorvianti – spiegano gli autori Alessandra Tria, Angelo Correale, Katherina Stecher, Alessandro Bernard, Paolo Ceretto e Davide Tosco con Giovanni Calia, Nicola Rondolino e Francesco Lanucara – La domanda che resta alla fine della visione è: cosa è la normalità, chi può dirsi normale?”.
Le puntate della serie web sono in rete su www.transiti.eu in interazione con il pubblico. “Il progetto ha trovato linfa vitale sui social network”, dicono i curatori. Internet fa sentire meno soli, come racconta uno dei protagonisti del libro di Delia Vaccarello, “Evviva la neve”, Mondadori, dedicato appunto a storie di trans e di transgender: “Ero disperato, poi ho aperto Google, ho inserito la parola “transessuale” e mi si è spalancato un mondo”.
(31 agosto 2011) © Riproduzione riser
25 Agosto 2011 • Nessun commento
Le altre trans: uomini e donne che cambiano sesso cancellate dallo scandalo Marrazzo
24 ago 2011 — Giovanni Molaschi
In Evviva la Neve la giornalista racconta le storie delle persone transessuali che i mass media non vogliono vedere
Ci sono uomini e donne che cambiano sesso. Le loro storie sono lontane dai mass media che utilizzano la parola trans per raccontare gli scandali politici legati a questo o quel politico. Delia Vaccarello racconta a GQ.com le persone transessuali invisibili.
http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/8/le-altre-trans-uomini-e-donne-che-cambiano-sesso
Le dimissioni dell’ex governatore del Lazio hanno fatto regredire il dibattito. Secondo Delia Vaccarello, giornalista che si occupa di attualità glbtq dal 2000 con la pagina Liberi tutti de l’Unità, il lavoro dei mass media ha perpetuato dei luoghi comuni che sembravano scomparsi. Al Grande Fratello 10, iniziato lo stesso giorno delle dimissioni di Marrazzo, partecipò anche Gabriele Belli, un uomo nato donna.
” Le persone intervistate sul caso dell’ex governatore erano tutte transessuali che si prostituivano. Agli studenti dei seminari che all’epoca facevo nelle scuole di giornalismo ho chiesto di cercare sui siti delle agenzie la parola trans. Ebbene, le agenzie titolavano trans e parlavano di prostituzione. Si sarebbe potuto scrivere “prostituzione trans”, ma per i colleghi non serviva, bastava dire trans“.
Secondo la scrittrice i giornalisti hanno commesso errori concettuali e grammaticali. “Vedevamo foto di persone dall’aspetto femminile e leggevamo: il trans. L’uso del maschile riporta la persona transessuale mtf (cioè che transita da maschio a femmina) al genere di partenza, quello da cui vuole staccarsi. Con questa operazione la transessualità viene intesa al pari del travestitismo“.
Un anno dopo le dimissioni di Marrazzo Delia Vaccarello ha pubblicato Evviva la Neve. “Mi sono indignata per la mistificazione che i media avevano fatto sulla transessualità”. “Il titolo trae spunto dal racconto di Federica, la figlia di Francesca che ha fatto la transizione da uomo a donna. A Federica ho chiesto come ha vissuto la transessualità del genitore e in che modo è stata colpita dai pregiudizi. Tra le tante cose le ho chiesto cosa avrebbe fatto da grande. Mi ha risposto che vuole aiutare la gente che soffre fisicamente a “rinascere”. Ho inteso che la storia di quello che è stato il suo papà l’ha segnata. Ho compreso che il suo futuro trae origine anche da lì: le persone transessuali parlano della transizione in termini di rinascita. Per spiegarmi cosa desidera fare mi ha parlato di una infermiera che lei conosce molto bene. Quando è caduta la neve a Roma due inverni fa, questa infermiera ne ha fatto dei mucchietti e l’ha portata ai bambini ricoverati nei reparti oncologici. “Che forza, ha fatto conoscere loro un pezzo di vita”, mi ha detto Federica“.
In Evviva la Neve la giornalista racconta le storie delle persone transessuali che i mass media non vogliono vedere. “Gabriele Ceraulo quando si chiamava Barbara faceva l’operatore socio sanitario in un ospedale, iniziata la transizione comunica l’iter ai colleghi. Ci sono alcuni momenti di imbarazzo, soprattutto quando si usano gli spogliatoi. Decide di licenziarsi. Finito il percorso si sposa con la compagna che intanto ha incontrato e che fa il medico di famiglia. Lei ha fatto il passaggio inverso a quello di Gabriele, da uomo è diventata donna.
Oggi Gabriele ha ritrovato il posto di lavoro di prima, dove per il suo impegno è sempre stato molto stimato. Lui e sua moglie andranno a vivere insieme a giorni a pochi passi dalla famiglia di origine di Gabriele. Ho incontrato Gabriele in ospedale, nella prima delle tante fasi della falloplastica. Ho sempre detto “Lui”. Usare il femminile sarebbe stato tradire la sua fiducia. Ha fatto tanta fatica per affermare la sua identità”.
28 Luglio 2011 • Nessun commento
Video testimonianza di un giovane FtoM
“cosa è per me Evviva la neve”
video a cura di Luca Dragonslave
22 Luglio 2011 • Nessun commento
Roma, 20 luglio 2011, Festa de l’unità, Terme di Caracalla
Giovanni Bachelet, Laura Lerario e Delia Vaccarello parlano di
EVVIVA LA NEVE
prima parte
Video importato
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seconda parte
Video importato
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terza parte
Video importato
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quarta parte
Video importato
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26 Giugno 2011 • Nessun commento
Ascolta la chiacchierata nell’elaborazione di MARCO CASERTA
sul suo canale YT “Lametamorfosi”
la seguente elaborazione è invece a cura di anna m. macchi
RADIO 24
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questo il link de La Guardiana del Faro ove potrete riascoltare l’intera puntata del 26 giugno 2011
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=La%20guardiana%20del%20faro
23 Giugno 2011 • Nessun commento
Gay.tv
http://community.gay.tv/
Una chiacchierata sui generi con Delia Vaccarello
Arianna Panacea
http://www.gay.tv/articolo/1/14957/Una-chiacchierata–sui-generi–con-Delia-Vaccarello
In Italia non si parla mai abbastanza di transessualità, anzi non se ne parla proprio. GAY.tv ha deciso di farlo con una delle autrici più autorevoli in materia. Una donna, una giornalista, Delia Vaccarello. Con il suo “Evviva la neve” (QUI il blog) edito da Mondadori nel 2010 nella collana “Strade Blu” (la stessa che ha pubblicato Saviano per intenderci), ha segnato un punto di non ritorno. Un’inchiesta tra il giornalistico e il narrativo, un libro che si addentra nelle questioni più spinose in materia di identità di genere. Non si può più dire “non conosco la questione”, grazie ad autori come lei, l’unica vera risposta è: “non voglio sapere”.

Come è nata l’idea del libro?
“Dopo anni di impegno sul campo attraverso la mia rubrica “Liberi Tutti” sull’Unità, mi sono resa conto che c’era bisogno di andare più a fondo. Soprattutto dopo il caso Marrazzo mi sono accorta che l’immaginario diffuso attraverso i media era falsato. Le persone transessuali erano solo prostitute, mentre io nei miei dieci anni di lavoro avevo incontrato le persone trans della porta accanto e volevo raccontarle. Il libro nasce dunque da un’indignazione, dalla necessità di fare informazione in maniera corretta e completa.”
A che punto siamo in Italia sul tema transessualità e integrazione?
“A livello di immagine ed immaginario siamo molto in basso
e lo stesso vale in ambito lavorativo. Certo poi ci sono le eccezioni, alcune sono raccontate nel libro. Per cui abbiamo persone transessuali che sono diventate medici, professionisti apprezzati e attenti che fanno bene il loro lavoro e questo viene loro riconosciuto. Ma sono solo casi, perché ancora oggi quando una persona transgender inizia la transizione poi viene licenziata. Io stessa ho incontrato persone transessuali FtM che si sono licenziate ancor prima di iniziare la transizione per evitare la vergogna del licenziamento, per evitare di essere discriminati. Poi una volta completato il loro percorso tornano come uomini e ricominciano la loro vita da capo.”
Quindi negano la loro storia di donne e uomini transessuali?
“Sì, e questo non aiuta nessuno. Loro in primis e la società poi. Se si nega il proprio percorso di transizione non si inaugurano le pratiche sociali e culturali giuste per poter accogliere e tutelare le prossime generazioni di transgender. Parlando con Salvatore Marra ad esempio ho scoperto che molte persone transessuali sul luogo di lavoro iniziano a raccontare la loro situazione ai colleghi, rischiando così di essere vittime indifese di transfobia. Mentre il modo “giusto” di affrontare la situazione dovrebbe portare la persona in transizione a rivelare tutto al capo del personale, concordando con lui assenze, permessi ecc… In questo modo poi i colleghi apprenderanno la situazione dall’alto e non potranno apporfittarsene. Ci sono forme di micro discriminazione quotidiana a cui molte persone non pensano e che da soli le persone trans non possono fronteggiare. Per esempio il nome sul cartellino, o il nome sulla mail, sono tutti accorgimenti che possono essere cambiati solo se i capi sono al corrente e accoglienti. Bisogna gestire la transizione per creare integrazione.”
A tal proposito, quanto incide la legge attuale sui percorsi di transizione? Quanto condizione l’obbiligo dell’operazione per il cambio di nome sulle scelte delle persone?
“E’ certamente condizionante, a differenza di altri Paesi in Italia il cambio dei documenti all’anagrafe si può attuare solo dopo l’operazione ai genitali…”
… Ma in particolar modo per i trans FtM, le cui tecniche chirurgiche ancora non sono efficaci al 100%, non è troppo vincolante?
“… No, infatti, le leggi si stanno adeguando alle reali necessita delle persone transessuali. In particolar modo infatti per gli FtM ora il cambio di nome si può attuare dopo la mastoplastica e la rimozione dell’utero, senza l’obbligo della falloplastica. Mentre per le trans MtF, resta obbligatoria la vaginoplastica. Le associazioni stanno lavorando per ottenere una legge che non obblighi le persone ad operarsi per essere se stessi, anche perché alcune persone transessuali temono l’operazione, altre hanno bisogno di matuare la decisione, altre vivono bene tra i generi. Ma insomma, le persone transessuali sono tali con o senza operazione, non cambiano idea da un giorno all’altro, per cui potrebbero esser liberi di essere se stessi almeno sui documenti, prima di esserlo fisicamente.”
Ma per la sua esperienza, quanto stanno facendo davvero le associazioni lgbt per quella “T” della sigla?
“ A mio avviso potrebbero fare di più. Le faccio un esempio banale, ma emblematico. Mi è capitato di presentare il mio libro in associazioni trans* e tra il pubblico c’erano persone transgender e qualche omosessuale. Ma quando ho presentato il libro attraverso associazioni gay, anche in contesti come il Pride, non c’erano persone transgender. Tranne una volta che ce n’era una per puro caso: attendeva la riunione della sua associazione che si teneva dopo la mia presentazione. Credo ci sia un difetto di comunicazione, una barriera invisibile che non crea osmosi.”
Come se lo spiega?
“Ma in parte bisogna ricordarsi che la maggioranza delle persone transessuali è eterosessuale, quindi c’è un inevitabile diaframma…”
…Ma forse c’è anche un’ altra questione: quanto ne sanno, per lei, i gay di transgender?
“… Gli omosessuali ne sanno poco di transessuali. Me lo hanno confermato le lettere e le opinioni dei ragazzi che hanno letto il libro.”
Ritornando alle associazioni: ma la lotta non dovrebbe accumunarci tutti? Non dovremmo essere uniti contro la discriminazione?
“Più che contro la discriminazione dovremmo iniziare una battaglia culturale. I concetti di identità sessuale e orientamento sessuale sono ai più sconosciuti, quando invece ci riguardano tutti. Come dice Paolo Rigliano: “gli orientamenti sono il culmine della maturità affettiva.” Si capisce il proprio orientamento quando si ha un rapporto completo, profondo, reale e codiviso con un’altra persona. A quel punto il genere della persona che si ha al fianco determina il nostro orientamento. Non è certamente la pratica sessuale a determinare l’essere di una persona, a differenza di quello che vogliono farci credere. Che per di più tutti fingono di non sapere cosa sia l’identità di genere, ma poi ci sono entità come la Chiesa che quando vuole sa perfettamente di cosa si parla…”
… Quanto discrimina le persone transessuali la Chiesa?
“… La Chiesa ha molti pregiudizi, lo ha dimostrato ad esempio sulla questione delle depenalizzazione dell’omosessualità a cui si è opposta, adducendo come motivazione che depenalizzarla avvallerebbe l’identità di genere. E perdere il concetto di identità di genere significa togliere l’aggancio biologico alla naturalità dell’essere umano. La Chiesa è ferma ormai su tutte le questioni che riguardano la sessualità. Ne è ossessionatae come tutte le osessioni finisce per enfatizzarle ogni volta che può.”
Che futuro vede quindi per il nostro paese?
“C’è bisogno di uno sforzo da parte di tutti. I numeri dell’Europride sono stati molto positivi. L’Italia sta vivendo un momento di cambiamento. Dobbiamo sperare che arrivi il tramonto del berlusconismo, inteso come quel modo di far politica trasversale, malato di protagonismo e poca azione. Il futuro e l’autorevolezza non si costruiscono con le ospitate in tv, ma agendo. Dobbiamo sperare che si comprenda l’importanza della battaglia culturale, oltre che per i diritti. Perché i diritti senza un’educazione alla diversità, non servono a niente.”
Infine: come mai ha deciso di dare al suo libro il titolo “Evviva la neve”? Cosa c’entra la neve?
“Questo titolo è arrivato dalla testimonianza di Federica, la figlia di una persona transessuale MtF, che ha compiuto la transizione quando lei era già nata. Federica ha subito la transfobia indirettamente, ma sentendola sulla sua pelle, vivendo lei una condizione “diversa” rispetto ai coetanei. Quando le ho chiesto cosa volesse fare da grande, mi ha risposto: “Vorrei fare il chirurgo per aiutare le persone che soffrono a rinascere. Anzi, l’infermiere, perché loro hanno una cosa in più rispetto ai dottori: il calore. Un giorno ero in ospedale nel reparto dei bambini leucemici ed è nevicato. L’infermiere è andato in strada e ha portato loro un po’ di neve ed erano tutti felici. Il giorno dopo alcuni di loro non c’erano più.” Il racconto di Federica, che ha compreso a pieno la situazione del proprio genitore mi ha fatto dire: “Evviva la neve”, evviva la voglia di sorridere anche nei momenti più duri, di avere la forza di andare avanti anche quando sembra esser sparita la speranza.”
Arianna Panacea
19 Giugno 2011 • Nessun commento
Un omaggio alla storica pagina di Delia Vaccarello su l’Unità
Trans e transgender al Comune di Battipaglia
“Liberi tutti” con Delia Vaccarello e Evviva la neve a cura di Pasquale Quaranta, nell’ambito della rassegna di letteratura glbttq promossa dalla Commissione Pari Opportunità e da Lega Ambiente, 17 giugno 2011
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Presentazione parte 3.a
Presentazione parte 4.a
a cura di anna m. macchi